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T-BOOK: I testi dei primi 10
Cortiana Giulia, 1 blu
“Tu sei il mio migliore amico, Shmuel” disse.
“Il mio amico per la pelle”.
Questa frase l’ho presa dal libro: "Il bambino con il pigiama a righe" di John Boyne.
E’ un testo che mi ha fatto molto riflettere. Racconta la storia di un bambino, Bruno, figlio di un comandante dell’esercito tedesco ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Costretto a seguire il padre nelle sue missioni, Bruno trova un amico, però quel suo amico, di nome Shmuel, è di razza ebrea, ma questo fatto non ostacola l’amicizia “vera” tra i due bambini.Questa frase l’ho scelta perché ho capito che tra i veri amici, lo stare assieme è molto importante e per questo bisogna aiutarsi a vicenda. Essere diversi di razza o religione, non deve essere un limite, un blocco. Tutti abbiamo gli stessi diritti, nessuno è superiore all’altro. Purtroppo nel mondo gli odii e le cattiverie causano tante situazioni difficili e tragiche.Tutti dovrebbero rendersi conto che l’amicizia va oltre i problemi umani ed esce dal cuore e contagia chi accetta di condividerla.L’amicizia è “la magia della calamita” che tutti i bambini conoscono e infatti fanno di tutto pur di trovarla, tutti i bambini amano stare tra di loro e lo sentono come un bisogno per crescere assieme.Come un arcobaleno che colora tutto il cielo con il suo arco variopinto, così l’amicizia ha il potere di colorare le persone, di renderle più vere.Essere amici significa condividere le nostre idee con altri e lavorare assieme per il bene delle altre persone. La vera amicizia è sempre positiva e aiuta a crescere nell’animo.Vorrei che per tutti , l’amicizia fosse una delle cose più importanti al mondo.
Fabris Pietro, 1giallo
”Non permettete a nessuno di dominare la vostra mente o il vostro corpo.
Badate che i vostri pensieri siano sempre liberi.”
Su “Eragon”, un libro a cui sono molto legato, verso l'inizio quando lo zio del protagonista dà la benedizione al figlio e al nipote che stanno partendo per un viaggio importante dice di fare tesoro di quello che dirà perchè sarà loro utile nella vita:”Non permettete a nessuno di dominare la vostra mente o il vostro corpo. Badate che i i vostri pensieri siano sempre liberi.”Queste parole mi hanno colpito molto perchè insegnano a non essere mai sottomessi a qualcuno, di avere sempre libertà di pensare e di essere sempre se stessi. A non essere mai condizionati da qualcuno. Penso inoltre che voglia insegnare a vivere senza paura di dover per forza piacere a qualcuno e ad essere liberi non solo materialmente ma anche mentalmente.Credo che questa frase possa ricordare sia il rispetto per se stessi che per gli altri.Mi piacerebbe che queste parole fossero scritte su una maglietta perchè tutti possano usufruire di questo insegnamento e perchè chi sottomette gli altri possa cambiare idea; sarebbe bello anche perchè portandomela sempre con me mi ricorderei quando devo essere io e solo io padrone di me stesso e non lasciarmi influenzare dagli altri.
Costanza Fanton 2 verde
"Il destino non ha potere su di noi,
se abbiamo il coraggio di ribellarci"
da Licia Troisi "Leggende del mondo emerso", pag 372
Come dire? C’è chi nasce fortunato e chi meno, ma nonostante le avversità tocca tenere duro. Siamo noi gli artefici del nostro destino! Siamo noi che facciamo fertile il terreno dove cadono i semi del nostro futuro. E se anche il terreno fosse arido possiamo usare un buon fertilizzante, annaffiare costantemente la nostra pianta, amarla tutti i giorni e, abbiate fede: qualcosa di buono ne tireremo fuori. Mi è piaciuta questa frase perché è una frase di speranza e non di rinuncia. Possiamo fare qualcosa per il nostro futuro, e statene certi: lo faremo! Almeno io: non mi rassegnerò, mi ribellerò e da qualche parte, sono sicura, arriverò! Queste riflessioni, messe su carta, mi danno serenità, e mi fanno sentire forte, potente. Io ce la metterò tutta e vivrò una vita piena e felice, alla faccia della crisi! Delle crisi, dei problemi, delle disgrazie che intralceranno il mio cammino nel mondo.
Filippi Manzardo e Fanton, 2 verde
“Noi siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo sorge dai nostri pensieri.
I nostri pensieri costruiscono il mondo”
da “Il Regno del drago d’oro” di Isabel Allende
Questa frase, detta da un monaco buddhista è per noi è significativa, perché ci fa capire che noi siamo solo pensieri e che possiamo migliorare il mondo, attraverso noi stessi, dipende solo da noi e dalla nostra speranza di fare del bene. Questa frase ci fa sentire potenti, ogni volta che la sentiamo, capiamo che possiamo migliorare il mondo, anche se in pochi, perché la nostra forza risiede in tutti noi, nell’ amicizia e nell’unione. Per questo la proponiamo al concorso il GIRALIBRO, sperando che venga ascoltata e apprezzata, perché come noi, tutti si devono impegnare per migliorare se stessi e gli altri , e quindi il mondo intero. Anche se non vinciamo questo concorso, il traguardo più grande, sarà aver scoperto questa frase, e avere compreso, il vero valore della vita. Grazie per il tempo che ci avete donato, spero che anche voi capiate quello che noi abbiamo appreso in questa frase.
Nicolò Gaspari, 1 rosso
"Non c’è ragione – gli disse – di prendersela.
E così dicendo gli tese la mano in gesto amichevole"
Questa frase, tratta dal libro "I ragazzi della Via Pal", ha catturato la mia attenzione da subito, appena letta. E’ uno stato d’animo e una situazione che ho vissuto tante volte e che, ultimamente, mi è capitato di rivivere.Il mio carattere timido ed emotivo mi ha fatto spesse volte vivere momenti di difficoltà, soprattutto nel trovare la forza nell’affrontare situazioni nuove, nel “buttarmi” in ambienti diversi da quelli che abitualmente frequentavo.Probabilmente non ho mai avuto molta fiducia in me stesso e nelle mie capacità di riuscire ad affrontare con serenità tutte le piccole difficoltà.Ma in questo mio modo di essere, per fortuna, c’era sempre qualcuno pronto a “tendermi la mano in modo amichevole” e a rassicurarmi dicendo che “non c’era ragione di prendersela”.Dalla famiglia, agli insegnanti, agli amici della scuola elementare: tutti mi hanno dato tanto affetto, cercando di “rendermi forte”.E proprio in questa età che sto vivendo, questo nuovo mondo della scuola media, che sto cercando di affrontare dando il meglio di me stesso, mi sono accorto di quanto importante sia avere un amico di cui ti puoi fidare e che ti sta vicino solo perché ti vuole bene e non perché sei magari il leader del gruppo.Un amico che, se da lontano vede che qualcuno ti si avvicina con fare minaccioso o ti prende in giro, “piomba” da te, “ti tende la mano in modo amichevole” e ti rassicura dicendoti che “non c’è ragione di prendersela”.In quel momento mi sento forte anch’io e mi sento la persona più fortunata del mondo perché so di poter contare sempre su di lui.
Giorgia Guida, 2 verde
"La libertà esiste, e va conquistata,
anche a prezzo di grande dolore".
da Licia Troisi Leggende del mondo emerso, pag 372
Ecco, questa è la mia frase. Una grande frase per una ragazza di 12 anni! Non so nemmeno se sono capace di spiegarmi tirando in ballo due concetti così grandi: libertà e dolore. Ma voglio comunque provarci. Io credo che la libertà sia un bene imprescindibile per l’essere umano e che purtroppo non sia ancora un diritto acquisito. Se siamo sfortunati, se nasciamo in una parte del mondo dove la libertà non c’è, è necessario affrontare tutte le sofferenze e gli ostacoli per ottenerla. Ma anche se viviamo in una parte del mondo dove la libertà c’è, non dobbiamo mai dimenticare che essa è il frutto delle battaglie e delle sofferenze dei nostri antenati. Non solo, dobbiamo anche sapere che la libertà non è un bene conquistato una volta per tutte! Dobbiamo vigilare su di essa costantemente, per fare in modo che non ci venga tolta. Però la libertà esiste e quindi non dobbiamo rinunciare a cercarla, anche se questo sarò un cammino difficile e doloroso.
Ettore Rigadello, 1 giallo
“Bisogna pur sopportare dei bruchi
se si vogliono vedere le farfalle”.
È questa la frase che ho scelto da uno dei miei libri preferiti: ”Il Piccolo Principe”. Questa frase mi ha colpito, mi ha fatto pensare alla vita di tutti i giorni dove bisogna compiere dei sacrifici per guadagnare delle soddisfazioni. Il libro da cui l’ho scelta è pieno di frasi complesse e significative, quindi non avevo che l’imbarazzo della scelta. Questa frase in un certo senso mi rappresenta, perché io sono leggermente balbuziente e, nelle relazioni con i compagni e anche nelle interrogazioni orali sono in difficoltà, ma spero un giorno di diminuire questo difetto e finalmente di raggiungere la conquista di poter dialogare liberamente con i miei compagni. Io ho passato molti anni a correggere questo mio problema e ci sto lentamente riuscendo. Questa frase è stata detta dal piccolo principe, il protagonista del libro, un bambino che incontra un aviatore che è precipitato nel deserto. Da lì comincia una serie di avventure che gli farà scoprire il significato vero delle cose e dell’amore. Vi consiglio di leggerlo se non l’avete già fatto. Vorrei avere questa frase scritta sulla mia maglietta perché tutti possano vederla e pensare a tutte le volte che hanno conquistato qualcosa!
Anna Strobe, 1blu
"Puoi mettere cento guardie del corpo davanti al cuore,
ma i sentimenti entrano lo stesso"
da “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando – Rizzoli
Ho scelto questa frase perché i sentimenti sono parte integrante della vita di ogni uomo e sono inarrestabili.I sentimenti non si possono domare, arrivano ovunque, anche se non si vuole, sono invincibili, non c’è veramente niente che possa impedire loro di arrivare al cuore e ferirlo, farlo gioire o disperare.Probabilmente se avessi letto questa frase in un “libro rosa” non l’avrei notata, ma in un libro in cui si spiega cos’è la mafia, dove c’è principalmente imbroglio, corruzione e paura, spicca molto.Fa riflettere su come i sentimenti, in particolar modo l’amore, siano una cosa unica e speciale che nessuno può evitare, è il caso di Giovanni Falcone, che lasciò la sua prima compagna perché aveva paura per lei e voleva proteggerla; a causa di un lavoro rischioso egli stava tentando di rinunciare ai sentimenti più forti. Ma s’innamorò di nuovo e si sposò in gran segreto. La moglie accettò tutti i sacrifici possibili, in nome dell’amore che la legava a Giovanni, come non avere figli, perché egli diceva:”Non possiamo mettere al mondo orfani”, sapendo perfettamente dove il suo impegno contro la mafia lo avrebbe portato.I sentimenti rendono tutte le persone uguali; anche quelle eccezionali ed eroiche, come Giovanni Falcone, diventano simili a tutti noi perché provano le stesse emozioni e come noi non possono fermarle.
Isabel Kezia Varalta, 1 rosso
"Eragon chiuse gli occhi, si concentrò
e vide un universo stellato da dove poteva sentire i pensieri di tutti gli esseri viventi".
Ecco cosa scriverei sulla maglietta indossare , vorrei ci fosse scritta questa frase presa dal “ciclo dell’ eredità” , il terzo libro, “Brisingr”, scritto da Cristopher Paolini .Questa frase descrive la concentrazione che si può apprendere nel silenzio e nella pace.In questa frase vedo con l’ immaginazione un mondo dove domina la concentrazione ed uno spettacolo da mozzare il fiato, migliaia e migliaia di stelle che si muovono, affievoliscono la loro luce o la rendono più brillante, come se avessero vita propria. In questa frase si percepisce una cosa difficile da spiegare, si sente un silenzio profondo ma nello stesso tempo un canto misterioso e malinconico e nell’ insieme imponente, maestoso e glorioso, come se miliardi di esperienze ed emozioni si fossero ritrovati lì in attesa di essere raccontati. In quell’ universo una stella nasce, brilla sempre più intensamente, si muove e muore. Solo in quel momento si comprende il significato di quella volta celeste. Una stella rappresenta una vita, un essere vivente che nasce, cresce, fa nuove esperienze e muore. In quel cielo sono racchiusi tutti i sentimenti ed i ricordi di quelle vite, dalla coccinella all’ uomo, dal pettirosso all’elefante,…Indosserei questa maglietta per far capire agli altri che esistono due mondi: quello visivo e quello dei pensieri. Quest’ultimo è ancora inesplorato e solo poche persone tramite la pace, il silenzio e la concentrazione possono scoprirlo ed esplorarlo. Vi auguro che possiate trovare la calma necessaria per esplorare questo luogo misterioso che io ho scoperto tramite la lettura.
Daniele Valente, 1 Rosso
“Non sento il silenzio di quelli che stanno zitti”
Io ho scelto di mettere questa frase tratta dal libro “La classe fa la ola mentre spiego” a cura di John Beer, casa editrice Rizzoli.
Le nostre professoresse non dicono proprio così ma il senso è quello: c'è poco silenzio in classe, è una frase comica e lo si capisce. Ma come si fa a sentire il silenzio di chi non parla? Sembra semplice, ma sottosotto è strano. Il silenzio non si può sentire. Il silenzio non si fa sentire.Questa frase la stamperei su una maglietta divisa in due fasce, l'una brillante e l'altra oscura: la scritta bianca e brillante è vivace e rappresenta la comicità mentre quella nera e oscura rappresenta il silenzio, l'angolo buio e pauroso dove si sente un solo suono, chiamato silenzio.Sul tessuto la mia frase ricorda un luogo dove è vietato parlare per non spezzare il silenzio: ma la mia maglia è anche mezza bianca, per rappresentare la positività del non rumore, perché ti permette di concentrarti, rilassarti, riposarti e addirittura immaginare, disegnare, come il pittore che ha bisogno di silenzio per trovare l’ispirazione. Come mai buona parte dei dipinti rappresenta paesaggi un po’ isolati? Perché il loro autore sente silenzio, quindi immagina posti isolati e solo suoni rilassanti possono far parte del dipinto. È un po’ lo stesso con l’attore: anche lui non inizia a recitare finchè sente rumore, perché solo con il silenzio inizia a ricordare e immaginare.Anche il nostro timpano ha bisogno di ascoltare, anche per dieci piccoli secondi, zero decibel.Immaginate, sempre con il silenzio, i pesci, specialmente i delfini e le balene: stanno bene nei luoghi dove c’è meno rumore, perché altrimenti non riuscirebbero a comunicare con gli altri, ma purtroppo quando arriva una barca con mille attrezzature, tra cui il radar, i pesci si disorientano perché i suoni forti prodotti da quel marchingegno li fanno impazzire.Pure noi col troppo fracasso non riusciamo a parlare perché non ci sentiamo, ma se stessimo in silenzio solo un po’ di più potremmo sentire tutto, anche il rumore del battito d’ali di una farfalla.

Sabato 26 maggio 2012, presso i locali della Scuola Secondaria di 1° grado "P. Maraschin", 21 ragazzi delle classi terze sosterranno l'esame Ket (Key English Test) della Cambridge University per la certificazione a livello A2 della conoscenza e competenza della lingua Inglese nelle 4 abilità (reading, listening, speaking, writing). L'esame inizierà alle ore 13.30 e si protrarrà fino a tardo pomeriggio.
To all of you, do your best and, above all,
in bocca al lupo!
Good luck!
PS. L'esame orale sullo speaking è anticipato a martedì 22 maggio durante l'orario scolastico, dalle 9.00 alle 11.00.
12th May 2012, 11.49 am
On Saturday May 26th we'll have to do the KET (Key English Test). We are 21 students of the 3rd classes, and we are all so excited and hopeful. In all the 3rd classes, the candidates are getting prepared for the examinations. The exam will start at 1.30 pm until late afternoon. We are studying hard and reviewing our English. We would like to have a perfect performance.
Ciaooooo gentaglia delle Boldù
Oggi mi sono piazzata alla mia postazione semi-perenne al pc per raccontarvi delle gita delle classi terze a Trieste.
Martedì 8 maggio alle 7.00 del mattino quasi tutti i ragazzi delle terze erano fuori da scuola, in un orario inconsueto per i nostri cervelli, infatti molti sono entrati in attività solo verso le 11, il motivo di questa ansiosa e improvvisa voglia di andare a scuola? Ma ovvio, l'ultima GITA che noi ragazzi avremmo fatto alla scuola media, per l'ultima volta con i nostri compagni! Alle 7 e mezza siamo finalmente partiti, destinazione Trieste!!! Inutile sottolineare il fatto che eravamo alquanto agitati, emozione ovvia in qualsiasi gita, saltavamo sui sedili, parlavamo, anzi urlavamo, tra compagni e ovviamente fantasticavamo sulla gita
Dopo tre estenuanti (per le insegnanti) ore di viaggio siamo finalmente arrivati a Trieste; l'autostrada era fiancheggiata da un lato dall'azzurro del mare cristallino e dall'altro dal verde delle rigogliose piante arrampicate sulle rocciose coste della città. Ci siamo recati alla risiera di San Sabba e appena entrati nello strettissimo corridoio d'entrata, fiancheggiato da muraglioni alti oltre 10 metri, ogni parola, battuta o domanda che sia, ci si è smorzata in gola, togliendoci il respiro. Entrati nel cortile abbiamo osservato, sempre in silenzio, il luogo dove un tempo presumibilmente venivano ammazzate tutte quelle persone che avevano avuto la sfortuna, come tante altre, di essere rinchiuese in questo tremendo luogo. Immediatamente alcune domande sono affiorate alla mia mente: CHI erano queste parsone? PERCHE' erano lì? E soprattutto COME facevano i tedeschi a credere di avere il diritto di poter decidere della vita di queste persone?
Per rispondere a queste e a molte altre domande abbiamo avuto la fortuna di avere una guida, esperta nel suo mestiere, che ci ha accompagnati nella visita di questo luogo, un tempo luogo di immani sofferenze e di infinita tristezza. La guida ci ha inizialmente spiega
to la situazione che si era venuta a creare durante il conflitto e successivamente è passata alla parte descrittiva del luogo, prima ci ha mostrato tutte le lapidi che vari enti e comunità hanno negli ultimi 50 anni donato alla memoria delle persone qui rinchiuse, morte e fatte soffrire. Nel luogo dove un tempo venivano ammazzate queste persone si trovano ora ghirlande e bandiere italiane per ricordare chi è morto per la libertà sua e di coloro che hanno avuto la sfortuna di vivere in questo periodo.
Dopo aver concluso la visita alla risiera siamo risaliti in autobus e ci siamo recati alla foiba di Basovizza, dove una guida ci ha aiutati a ricostruire, forse anche troppo precisamente, il contesto del periodo e la storia delle foibe, cavità naturali utilizzate nel dopoguerra per stermini di massa della popolazione italiana da parte della popolazione slava. Dopo aver concluso anche questa parte della gita siamo andati a mangiare in piazza santa Margherita a Trieste. Il mare era speciale quel giorno...
Finito il pranzo siamo andati a visitare il castello di Miramare, splendida residenza della famiglia degli Asburgo. In tre quarti d'ora siamo riusciti a entrare in tutte le enormi stanze che costituivano il castello e abbiamo finalmente avuto del tempo per noi. Per tre ore abbiamo potuto scorrazzare liberi nel parco della residenza, chiacchierando e, ovviamente, facendo casino! XD
Purtroppo tutte le cose più belle finiscono in fretta e così le tre ore sono passate in fretta e abbiamo dovuto risalire in autobus per tornare a casa. Dopo un viaggio di chiacchiere e litigi con i simpaticissimi autisti siamo arrivati a scuola. Spero che questa gita abbia lasciato agli altri miei compagni la stessa gioia e la stessa importanza che ha lasciato a me. Kiss kiss claretta :)
Salve a tutti.
Un piccolo aggiornamento sulle novità in corso...
- Nuovo slideshow: (in alto pagina) se non lo vedi aggiornato premi F5
- Accadde oggi: uno spazio per ricordare compleanni e curiosità. Potete segnalare qualche evento che vi sembri significativo.
- Ultime notizie: mette in risalto gli ultimi articoli inseriti.
- Un video in prima pagina che sottolinea qualche evento stagionale.
- Galleria fotografica: ci sono nuovi inserimenti (per accedere bisogna essere registrati)
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Gente dovete dire tutto a noi, progetti pensieri aiuti per il sito ( potete inviare anche alla mail di Clara che é Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) la mia é Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Soprattutto se Voi riuscite a renderVi utili ve ne saremo molto grati!!!

Questo fumetto è stato realizzato da Silvia Ziche per Schio Comics.
Il monumento al tessitore (dagli scledensi chiamato “L’Omo”), nato da un’ idea originale e avveduta di Alessandro Rossi per gratificare i suoi operai, fu realizzato da Giulio Monteverde nel 1879 (inaugurato il 21 settembre dello stesso anno), l’anno in cui, su progetto di Antonio Caregaro Negrin, si costruì la chiesa di S. Antonio abate per il nuovo quartiere, fu ampliato il Duomo e rifatta la canonica di S. Pietro.
La statua posa su un basamento cilindrico a base ottagonale di Antonio Caregaro Negrin. Su ogni lato del basamento è inciso un motto di Rossi:
- Rivendichiamo rinnovando l’arte dei padri
- Euguali dinnanzi al telaio come dinnanzi a Dio
- L’avvenire è dei popoli lavoratori
- Capitale lavoro di ieri lavoro di domani
- Pronti alla navetta per la famiglia, alla carabina per l’Italia ed il Re
- Il lavoro ci affranca ed eleva
- Conquiste di lavoro conquiste d’oro
- Dal telaio il risparmio, dal risparmio la proprietà

Nel mese di ottobre 2006 alcuni alunni delle classi prime e seconde hanno ospitato dodici ragazzi australiani, della Lyons Primary School di Camberra, una scuola australiana avente come seconda lingua l’italiano.
In questa occasione i ragazzi della nostra scuola hanno avuto l’opportunità di esercitare il loro inglese e di conoscere coetanei di cultura diversa con i quali stanno mantenendo ancora dei contatti.
Durante la settimana in cui gli australiani sono stati ospiti, sono stati accompagnati a visitare Vicenza, Bassano, Marostica, Venezia e Verona.
Quarant'anni fa a Schio c'erano quattro scuole medie e quella nel nostro fabbricato, si chiamava Scuola Media "Matteotti" o semplicemente Quarta Scuola Media.
Nacque nell’anno scolastico 1973/74 e nel '78 contava 835 inscritti.
Nel 1996 la scuola "Pietro Maraschin" si trasferì in via Dei Boldù, dando il proprio storico nome all'ex "Matteotti". L’anno seguente (1997/98) diventò definitivamente l'Istituto Comprensivo che noi conosciamo.


